Cassazione: è valida la sentenza elettronica se con firma digitale del giudice
14/11/2015
Ancora un passo avanti nell’ordinamento giuridico, che vede protagonista il processo di digitalizzazione della giustizia. La Corte di Cassazione ha sancito che la sentenza redatta in formato elettronico dal giudice e da questi sottoscritta con firma digitale è valida e, in pratica, equiparata alla sottoscrizione autografa. In contrasto con quanto sostenuto sinora in merito alla mancata validità e nullità della sentenza in formato elettronico, con questa sentenza si sovverte tale concetto ammettendo che, vista l’introduzione della firma digitale nell’ordinamento giuridico, è corretto applicarla anche nelle sentenze, a patto che queste siano riconoscibili come tali e che sia evidente la provenienza dal giudice che l’ha deliberata. Il processo di digitalizzazione consente di ricollegare il giudice ad una sentenza grazie all’inserimento della personale “smart card” e del relativo pin, in quanto il magistrato è l’unico titolare delle chiavi crittografiche. Inoltre, sul margine destro di ciascuna delle pagine del documento, sono presenti la coccarda e la dicitura ‘Firmato da’, seguito dal cognome e dal nome del giudice. Questo consente l’identificabilità dell’autore, l’integrità del documento e l’immodificabilità del provvedimento (se non dal suo autore).
i-Work in Rome si allinea a tale innovativo processo che sta riguardando la giustizia, proponendo per gli avvocati che scelgono di avere una postazione o di avere la domiciliazione legale all’interno della struttura, la digitalizzazione dell’archivio e dei loro documenti in entrata e in uscita. Altri articoli